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FSC 2007-2013

 

Con il decreto legislativo del 31 maggio 2011 n. 88, attuativo dell’art. 16 della legge 5 maggio 2009 n. 42, il Fondo per le Aree sottoutilizzate (FAS) ha assunto la denominazione di Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC). Tale Fondo rappresenta il principale strumento finanziario a disposizione del Governo nazionale e delle Regioni, in attuazione dell'articolo 119, comma 5 della Costituzione, per il riequilibrio socioeconomico delle aree svantaggiate mediante interventi mirati a favore sia di amministrazioni centrali sia di enti locali territoriali.

Il Fondo è volto a garantire unità programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese; esso si articola in un arco temporale di sette anni, coincidente con la programmazione dei fondi strutturali dell’Unione Europea.

Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione è disciplinato e descritto nel documento di indirizzo strategico deliberato dal CIPE su proposta del Ministro per la Coesione territoriale, d’intesa con i Ministri dell’economia e della finanza e dello sviluppo economico, una volta sentiti gli altri Ministri interessati. Gli interventi da finanziare sono proposti per l’approvazione al CIPE, sempre d’intesa con i Ministri con competenza sull’economia, nonché con le amministrazioni comunali, regionali o provinciali, in coerenza con il documento di indirizzo.

Il FSC è un fondo a piena titolarità nazionale che si affianca ai fondi comunitari (FESR, FSE, FEASR). Il Fondo, che si posiziona nel contesto della strategia complessiva, delineata dal Quadro Strategico Nazionale (QSN) per la politica regionale di sviluppo nel periodo 2007-2013, è regolato da apposite Deliberazioni del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE).

Il Quadro Strategico Nazionale (QSN), approvato dalla Commissione Europea con decisione del 13 luglio 2007, come già accennato, ha radicalmente mutato le modalità di programmazione del FAS che, nel periodo di programmazione 2000-2006, pur basate su un forte principio di integrazione, erano di fatto distinte dalla programmazione dei fondi europei. Per realizzare quanto previsto dal QSN, la Delibera CIPE n.166/2007, modificata dalla Delibera CIPE n. 1 del 6 marzo 2009, attribuisce le risorse FAS per tutto il periodo di 2007-2013 allineando, sia dal punto di vista temporale che procedurale, la programmazione delle risorse nazionali a quella delle risorse comunitarie.

Le nuove regole, pur conservando gli strumenti dell’Intesa Istituzionale di Programma e degli Accordi di Programma Quadro, prevedono che l’utilizzo delle risorse FAS regionali sia basato su due documenti:

• il Documento Unitario di Programmazione (DUP), che delinea la strategia regionale unitaria e che viene trasmesso per mera conoscenza al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE);

• il Programma Attuativo Regionale (PAR), che definisce le azioni che si intendono realizzare a valere sulle risorse FAS regionali nel periodo 2007-2013; tale documento deve essere inviato per la verifica di coerenza ed efficacia programmatica e attuativa al MISE; in esito a tali verifiche il PAR FAS viene autorizzato entro due mesi con provvedimento formale da parte del MISE da assumere entro due mesi dal ricevimento del programma stesso.

Il CIPE ha recentemente approvato una serie di delibere a sostegno della programmazione nazionale e regionale del FSC, confermando gli impegni presi con gli Enti locali e restituendo certezza sul finanziamento effettivo di larga parte delle opere che avevano sofferto dei tagli al Fondo apportati con le manovre finanziarie dell’estate 2011.

Per effetto delle ultime delibere il Fondo è tornato a svolgere un ruolo molto importante per il finanziamento di interventi infrastrutturali, per la messa in sicurezza di edifici scolastici, per l’attività di contrasto al rischio di dissesto idro-geologico e per interventi a favore delle imprese. Ai fini dell’attuazione degli interventi di cui alle delibere CIPE, nelle ipotesi nelle quali i soggetti attuatori siano costituiti da concessionari di pubblici servizi di rilevanza nazionale, si procede attraverso lo strumento dei Contratti Istituzionali di Sviluppo (CIS).

In tutti gli altri casi, si procede mediante la stipula di specifici Accordi di programma quadro (APQ) “rafforzati” contenenti, fra l’altro, la definizione di un sistema di indicatori di risultato e di realizzazione, la verifica della sostenibilità finanziaria e gestionale, le modalità di monitoraggio e di valutazione in itinere e ex post. Tali APQ devono altresì prevedere appropriati sistemi di gestione e controllo degli interventi e sono sottoposti alla sorveglianza del Ministro per la coesione territoriale attraverso il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, che deve verificare l’efficace funzionamento di tali sistemi di gestione e controllo, anche con riferimento all’ammissibilità delle spese.

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